Roma, 4 aprile 2025 – Resta alta l’attenzione della Fisascat Cisl dopo gli ultimi inquietanti assalti ai portavalori, episodi che si aggiungono alla lunga serie di eventi criminosi registrati nel settore della vigilanza privata e dei servizi di sicurezza. L’ultimo attacco, avvenuto a San Vincenzo nel grossetano in Toscana, ha visto un commando armato assaltare un blindato del trasporto valori con esplosivi e mitragliatrici, mettendo a rischio l’incolumità degli addetti e dei cittadini presenti. Pochi giorni prima, un furgone è stato sorpreso dai banditi in provincia di Foggia ai confini con la Basilicata, mentre nel mese di marzo un episodio simile si era verificato in Sardegna, nel nuorese, dove un gruppo criminale ha tentato un assalto ad un mezzo portavalori. Nel corso del confronto avviato nelle scorse settimane con il Ministero dell’Interno, la federazione cislina, insieme alle altre organizzazioni sindacali, ha sollecitato una revisione del DM 269/2010, con l’obiettivo di rafforzare le tutele per le guardie giurate, a partire dal potenziamento degli equipaggi del trasporto valori. Per Davide Guarini, segretario generale Fisascat Cisl, «la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori non deve essere considerata un costo, ma un investimento. Crediamo convintamente che si debbano rafforzare urgentemente le misure di sicurezza per le lavoratrici e i lavoratori del comparto, per prevenire gli attacchi sempre più violenti e sofisticati». «Siamo vicini alle lavoratrici e ai lavoratori del comparto della vigilanza privata e dei servizi di sicurezza, esposti in misura crescente al rischio di incolumità, come dimostrano gli ultimi inquietanti assalti ai blindati portavalori» ha aggiunto il sindacalista sottolineando che «è quanto mai urgente riprendere il tavolo al dicastero dell’Interno per individuare tutte le soluzioni volte a garantire maggiore sicurezza nello svolgimento del lavoro nel settore della vigilanza privata e dei servizi di sicurezza».
Confermato il consolidamento finanziario: dai nuovi investitori aumento di capitale di circa 21,2 milioni di euro, possibile l'ingresso di Invitalia
Roma, 2 aprile 2024 – Raggiunto l’obiettivo del premio di risultato per i dipendenti di S.p.l.i.a. S.p.A. – Società per l’industria alberghiera, azienda che gestisce il Londra Palace Hotel di Venezia, il The Place Hotel di Firenze e il Borgo dei Conti Resort di Perugia, a seguito della sottoscrizione dell’accordo per il 2024. Il premio 2024, che sarà erogato entro aprile 2025, è stato determinato in base ai risultati raggiunti dalle singole strutture alberghiere in termini di EBITDA. L’importo del sistema premiale base varia dai 400 euro previsti per il 7° livello agli 852 euro del 1° livello, mentre il premio massimo va dai 1.291,81 euro del 7° livello ai 2.751,56 euro previsti per il 1° livello. Rientrano nel perimetro del premio tutti i lavoratori con contratto a tempo indeterminato e i lavoratori con contratto a tempo determinato non inferiore a 3 mesi, anche non continuativi. Per i lavoratori assunti e/o trasformati a tempo indeterminato nel corso del 2024 la misura del premio verrà erogata pro quota, mentre per quelli in servizio con rapporto di lavoro a tempo parziale l’importo sarà ridotto in base alla proporzione tra l'orario ridotto e il normale orario contrattuale. Il sistema premiale si estenderà per il 2025 anche al personale del Borgo dei Conti di Perugia. Soddisfazione in casa Fisascat. Per Salvo Carofratello, impegnato al tavolo di trattativa per la federazione cislina, «il raggiungimento di questo obiettivo apre di fatto la possibilità di discutere un contratto integrativo aziendale, di durate triennale, più articolato e di maggiori opportunità per entrambe le parti».
C’è intesa sul ticket restaurant: dal 1° aprile 2025 diritto al buono pasto con almeno sei ore giornaliere lavorate con una pausa pranzo di almeno 30 minuti
Roma, 1 aprile 2025 – Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs a confronto con la direzione aziendale di Capgemini Italia per il rinnovo dell’accordo sullo smart working. L’intesa, in scadenza il 30 aprile 2025, si applica ai 9.338 dipendenti della società di consulenza operante nel settore del terziario avanzato. Nel corso dell’ultimo incontro l’azienda ha manifestato l’intenzione di rivedere l’accordo prevedendo un ridimensionamento delle giornate di lavoro da remoto. Nello specifico, Capgemini ha proposto 8 giornate lavorative di smart working al mese per tutti i dipendenti, con una media di 2 giorni a settimana e un’estensione delle giornate di lavoro da remoto in taluni casi, come per chi ha figli minori di un anno, per i dipendenti della sede di Roma in vista delle giornate giubilari o, ancora, in concomitanza con i periodi di chiusura aziendale (indicativamente nel mese di agosto). Lo smart working rimarrebbe invece sospeso per chi lavora in bench, così da facilitarne la ricollocazione in altri progetti secondo le necessità aziendali. L’azienda, che spinge per il raggiungimento di un’intesa entro il 10 aprile, ha annunciato, in caso di mancato accordo, l’applicazione di un regolamento interno. Fermo no da parte dei sindacati a un accordo sulle basi prospettate da Capgemini. I motivi sono molteplici: il ritardo nell’avvio del tavolo di discussione, i tempi stretti per chiudere l’accordo, le criticità nella disponibilità di postazioni nelle sedi, la mancanza di dati sulla produttività legata al lavoro in smart working, l’organizzazione carente della formazione per chi lavora in interprogetto, il rapporto con i manager, i tempi di percorrenza da e per le sedi di lavoro con i relativi aumenti di costo per l’uso dei mezzi di trasporto. Ragioni a cui si aggiunge anche un problema di tenuta occupazionale emerso a seguito di contrazioni di commesse nel settore automotive. Filcams, Fisascat e Uiltucs evidenziano inoltre che, a distanza di tempo dall’unificazione tra Altran e Capgemini, permangono delle distanze sul piano dei trattamenti retributivi e contrattuali dei dipendenti non più accettabili. Al termine della riunione, considerate ancora insoddisfacenti le risposte aziendali e date le forti preoccupazioni della delegazione sindacale, Filcams, Fisascat e Uiltucs, al fine di condividere con le lavoratrici e i lavoratori lo stato della trattativa, hanno annunciato iniziative di informazione attraverso assemblee sindacali, anche in accordo con le rappresentanze sindacali aziendali, e lo svolgimento di un coordinamento unitario. Il prossimo incontro con l’azienda è fissato per il 9 aprile, alle 10:00, in modalità videoconferenza.
Lorenzi/Chicca: «Il nostro obiettivo resta quello di definire un nuovo accordo che valorizzi le professionalità e risponda alle esigenze di un settore in continua evoluzione»