Mercatone Uno in amministrazione straordinaria, la vertenza torna al Mise. C’è tempo fino al 31 ottobre per la presentazione delle offerte vincolanti per l’acquisto dei punti vendita

Martedì, 8 Ottobre, 2019

Blanca: «Urgente ripristinare orari di lavoro ante Shernon Holding».

Roma, 8 ottobre 2019 -Torna al Ministero dello Sviluppo Economico la vertenza dei lavoratori ex Mercatone Uno in Amministrazione Straordinaria, attualmente 1731 addetti, dei punti vendita che hanno chiuso i battenti, anch’essi ridotti in seguito alla risoluzione dei contratti di affitto, alla riconsegna e alcuni oggetto di sfratto.

Congiuntamente alle Regioni presenti al tavolo, i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno chiesto al dicastero di intercedere favorendo un incontro alla presenza di tutti al fine di comprendere e sanare le divergenze generate dalle giacenze merceologiche presente nei negozi.

Le tre sigle hanno richiesto al Mise e alle Regioni di sottoscrivere un accordo quadro al fine di accelerare le procedure volte all’eventuale integrazione, modifiche di licenza, permessi e autorizzazioni rilasciati dalle amministrazioni pubbliche, una sorta di conferenza dei servizi permanente sotto una regia istituzionale. Si avvicina intanto la scadenza del 31 ottobre per la presentazione delle offerte vincolanti per l’acquisto dell’intero o di parte del perimetro del compendio aziendale mentre le operazioni di cessione dovranno chiudersi perentoriamente entro il 31 dicembre 2019.

Allo stato sarebbero solo 11 le aziende che hanno richiesto l’accesso alla data room. Per la Fisascat Cisl resta essenziale ripristinare corrette relazioni sindacali e concordare una azione congiunta finalizzata ad affrontare la grave condizione reddituale dei lavoratori allo stato in cassa integrazione a zero ore - in media a 400 euro mensili - rapportata all’orario di lavoro, ridotto nella fase di cessione alla Shernon Holding a fronte delle garanzie occupazionali fornite dalla direzione societaria.

Prioritario anche superare lo stallo sull’attivazione delle politiche attive a livello regionale con la necessaria revisione delle modalità di coinvolgimento degli attori coinvolti, allo stato impossibilitati a procedere. Sullo sfondo anche la situazione dei 10mila dipendenti delle aziende fornitori in attesa di essere pagate e l’utenza che non ha ricevuto la merce già saldata.

«Il nostro auspicio - ha dichiarato la segretaria nazionale della Fisascat Cisl Aurora Blanca - è quello di una supervisione istituzionale che sappia innanzitutto risolvere la grave condizione reddituale degli addetti, per i quali oggi è necessario ripristinare l’orario di lavoro precedente alla vendita a Shernon Holding e consentire la rimodulazione della Cigs, e, a poco più di un mese dalla conclusione ipotizzata per la ricerca di possibili acquirenti, individuare una soluzione sul destino del perimetro oggetto di cessione».